Scheda scritta da Christian Abrate, Viola Ghitti, Nicola Silipo Caliò del corso Scienze della Progettazione Gastronomica della Laurea Triennale UNISG in Scienze e Culture Gastronomiche
Nazione: Croazia
Indirizzo: Fažanska cesta 38/A, Vodnjan.
Tipo di realtà: Azienda Agricola
Target: B2B; B2C
Sito web: www.cadenela.com
Scenario
L’abbandono delle zone rurali a favore delle città è un fenomeno ben noto, iniziato con la rivoluzione industriale e proseguito fino ai giorni nostri. Oggi si stima che circa l’11% del terreno agricolo dell’Unione Europea sia a rischio di abbandono (Pepiňa et al., 2018). Anche la Croazia, come molti Paesi europei, convive con questo fenomeno, che interessa non solo le terre agricole ma anche villaggi e piccole cittadine, alcuni dei quali sono diventati veri e propri “paesi fantasma” (Loncar & Pavić, 2020). Questo processo è spesso legato all’emigrazione della popolazione verso altre nazioni, spinta da motivi economici o politici.
Le cause dell’abbandono sono molteplici. Innanzitutto, lo spopolamento delle aree rurali ha portato le persone a lasciare il lavoro agricolo a favore della grande industria. A ciò si aggiunge il calo della redditività agricola, conseguenza dell’impoverimento del terreno, e la globalizzazione dei mercati agricoli, che ha determinato un abbassamento dei prezzi delle materie prime, rendendo l’attività agricola meno conveniente (Gnesini, n.d.).
Le conseguenze dell’abbandono variano in base alla posizione geografica e allo stato del terreno. Da un lato, può favorire il ripristino ecologico, incrementare lo stoccaggio del carbonio e migliorare la qualità dell’habitat (Aide et al., 2004). Alcuni studi nel bacino del Mediterraneo indicano che l’abbandono possa portare a un leggero aumento della biodiversità, con maggiore ricchezza e abbondanza di specie animali e vegetali (Plieninger et al., 2014). Dall’altro lato, però, l’abbandono riduce le possibilità di sviluppo del territorio, lasciando le risorse naturali senza una destinazione d’uso, e comporta la perdita di mezzi di sussistenza rurali e di prodotti agricoli e forestali (Marino & Felici, 2022).
Di fronte a questa situazione, diventa fondamentale la rigenerazione del capitale naturale abbandonato. Sebbene non esista un metodo universale che permetta di proteggere l’ecosistema e allo stesso tempo utilizzare le risorse in modo sostenibile, una gestione mirata degli ecosistemi, se effettuata correttamente, può portare benefici sia al proprietario sia all’ambiente (Plieninger et al., 2014).
Descrizione
Nel 2009, quando il padre di Giuseppe Lupieri ha raggiunto l’età della pensione e ha espresso il desiderio di dedicarsi all’agricoltura, Giuseppe ha deciso di seguire la stessa strada, fondando l’azienda agricola Cadenela, con sede a Vodnjan. I terreni dell’azienda si estendono tra Pula, le isole Brioni e Rovinj. La famiglia possedeva alcune terre abbandonate, un tempo coltivate con molti ulivi, ma trascurate da lungo tempo. L’Istria, infatti, è nota fin dai tempi dell’Impero Romano per la produzione di oli pregiati. Per questo motivo si è deciso di disboscare i terreni e piantare diverse varietà di ulivi, al fine di produrre olio extravergine. In questo modo, il proprietario ha saputo valorizzare un terreno ricco di risorse che da tempo era inutilizzato.
Dal 2009 a oggi, Cadenela ha acquisito ulteriori terreni, arrivando a sviluppare 30 ettari di uliveto specializzato, con circa 7.000 piante di molte varietà. Le più frequenti sono: Bianchera, Busa e Rossignola, varietà autoctone, e Leccino, Pendolino e Leccio del Corno, varietà italiane. La presenza di molte varietà non è casuale: oltre a ridurre l’impatto sul paesaggio, favorisce una maggiore biodiversità, poiché ogni pianta possiede caratteristiche agronomiche e organolettiche differenti, riflettendosi nella qualità dell’olio (Perri, 2017).
L’azienda produce tre tipologie di olio. Il più versatile è il “Cuvée St Lucia”, un blend di Bianchera, Blusa, Rossignola, Carbonazza, Leccino, Pendolino e Leccio del Corno. Poi c’è l’olio “For Kids”, più dolce e a basso grado di amarezza, e l’olio “For Meat”, pensato per accompagnare carni come bistecche e selvaggina, caratterizzato da un elevato grado di piccantezza e premiato con numerosi riconoscimenti internazionali.
Nell’ottica di ridurre al minimo l’impatto sull’ecosistema, l’olio extravergine d’oliva di Cadenela è biologico, con un numero limitato di trattamenti e l’utilizzo esclusivo di prodotti naturali quando necessari (Agricola Conforti, n.d.). L’eliminazione di pesticidi e fertilizzanti chimici, insieme alla decisione di non sradicare le piante spontanee, mantiene il terreno fertile e ne aumenta la biodiversità, spesso superiore a quella dei boschi originari. I pochi trattamenti consentono anche un ridotto consumo energetico, evitando la compattazione del terreno e preservandone l’aerazione.
L’impegno per la sostenibilità si riflette anche nella gestione del patrimonio storico e naturale. I muretti a secco esistenti sono stati ristrutturati e mantenuti come recinzioni naturali, evitando nuove costruzioni. Anche un trullo secolare presente nella proprietà è stato recuperato e trasformato in deposito per le degustazioni. Tutti gli scarti organici sono impiegati per produrre humus e fertilizzare le piante dell’anno successivo. Inoltre, Cadenela collabora con aziende che estraggono polifenoli dalle foglie di ulivo per riutilizzarli in prodotti medici e offre ai clienti la possibilità di adottare un ulivo, garantendo mezzo litro di olio annuo e la sicurezza che il terreno circostante non sia trattato chimicamente.
Grazie a questi interventi, i terreni di Cadenela sono passati da boschi abbandonati a uliveti produttivi, con un aumento della fertilità e della biodiversità animale e vegetale. L’azienda contribuisce così allo sviluppo del territorio, valorizzandolo e rendendolo noto, dimostrando come l’agricoltura sostenibile possa trasformare un’area dimenticata in una risorsa preziosa.

Bibliografia
- Agricola Conforti. (n.d.). Olio Evo Biologico vs Convenzionale: Qual è la Differenza? https://www.agricolaconforti.it/olio-evo-biologico-vs-convenzionale-qual-e-la-differenza
- Aide, T.M., Grau, H.R. (2004). Globalization, migration, and Latin American ecosystems. Science. 305. 1915-1916. https://doi.org/10.1126/science.1103179
- Cadenela. (n.d.a). Our orchards. https://www.cadenela.com/our-orchards/
- Cadenela. (n.d.b). Our oils. https://www.cadenela.com/our-oils/
- Gnesini, A. (n.d.). Le conseguenze dell’abbandono delle terre coltivate. AboutPlants. https://www.aboutplants.eu/notizie/ricerca/le-conseguenze-dellabbandono-delle-terre-coltivate
- Loncar, S., Pavić, D. (2020, dicembre). Areas with Abandoned and Vacant Properties In Croatia: a Plea for Recognition, Research, Policies and the Development of Regeneration Strategies. Etnološka tribina 43. 50. 197-237.
- Marino, D., Felici, F.B. (2022, maggio). L’abbandono dele terre quali impatti per noi e il nostro pianeta? In SiBaTer (a cura di). Il ruolo del partenariato nel Progetto SIBaTer: lezioni apprese e futuro della Banca della Terradal punto di vista dei parteners. 135-153.
- Perpiňa Castillo, C., Kavalov, B., Diogo, V., Jacobs-Crisioni, C., Batista e Silva F, Lavalle, C. (2018 ottobre). Agricultural land abandonment in the EU within 2015-2030. European Commission.
- Perri, E. (2017, novembre 10). Una grande collezione di varietà olivicola. Olivo e olio. https://olivoeolio.edagricole.it/ricerca-scientifica/grande-collezione-biodiversita-olivicola/
- Plieninger, T, Hui, C., Gaertner, M., Huntsinger, L. (2014, 27 maggio). The Impact of Land Abandonment on Species Richness and Abundance in the Mediterranean Basin: A Meta-Analisys. PLOS ONE. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0098355





