Nazione: Italia
Indirizzo: c/o Fattoria del Lago, SR 398 km 7850, 58025 Monterotondo M.mo, Grosseto
Tipo di realtà: Cooperativa
Target: B2C
Sito web: www.distrettoenergierinnovabili.it
Scenario
Il sistema produttivo dei principali beni alimentari implica la disponibilità permanente di energia nelle sue varie forme (Donolo, 2006). Una di queste è l’energia geotermica, ovvero quella contenuta sotto forma di calore all’interno della Terra. L’estrazione di questa grande quantità di calore richiede un vettore energetico: in genere questa funzione è svolta dall’acqua piovana che penetra nella crosta terrestre attraverso le aree di ricarica, va in contatto con le rocce calde e si accumula negli acquiferi. Due sono le principali aree geotermiche in Italia, Larderello-Travale/Radicondoli e Monte Amiata, entrambe posizionate nella Toscana meridionale, dove vi sono ben 36 centrali geotermoelettriche (Unione geotermica italiana, 2017).
Descrizione
Le Comunità del cibo, presenti in tutto il mondo, sono legate dalla consapevolezza che la standardizzazione del cibo operata dall’industria alimentare è una strada estremamente pericolosa, che non valorizza i prodotti, i territori e i saperi.
La Comunità del cibo a energie rinnovabili (Ccer), con sede a Monterotondo Marittimo nel cuore dell’area geotermica toscana, è nata nel 2009 grazie a una collaborazione tra il Cosvig (Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche), Slow Food Toscana e la Fondazione Slow Food per la biodiversità. È tra le prime comunità al mondo a operare nel settore agroalimentare grazie all’uso di energie rinnovabili come quella geotermica e i produttori che vi aderiscono devono rispettare rigidi principi di sostenibilità ambientale, filiera corta e territorialità (Cosvig, 2016).
Più di 20 aziende differenti operano all’interno della comunità tra ristoranti, frantoi, panetterie, consorzi turistici, fattorie, lavorando in un’ottica di circolarità. Per esempio, il birrificio artigianale Vapori di birra impiega nel suo processo produttivo, e in particolare per la cotta della birra, il vapore geotermico, risparmiando circa 5,8 kWh, utili per riscaldare 100 litri di acqua da 15 a 65 °C (temperatura media per la produzione della birra).
Inoltre, attraverso un uso attento della risorsa idrica, per produrre un litro di birra utilizza circa 7 litri di acqua rispetto a una media internazionale di 15 litri (Water Footprint Network, 2016). La cooperativa sociale Parvus Flos invece produce basilico, mirtilli, more e lamponi senza emissioni di CO2, grazie al flusso geotermico che permette di mantenere una temperatura costante e adeguata all’interno delle serre funzionanti 365 giorni all’anno.
Tutti i prodotti possono fregiarsi del marchio 100% Energia Pulita-Multiutility poiché anche l’energia elettrica utilizzata proviene da fonte rinnovabile. Inoltre, la cooperativa Parvus Flos assume da anni il 30% di persone socialmente svantaggiate puntando a essere innovativa anche dal punto di vista sociale.

Bibliografia
- Cosvig, 2016 (www.distrettoenergierinnovabili.it/der/s/cosvig)
- Donolo C., Legami elettrici, «La nuova ecologia», novembre 2006, n. monografico: Orgoglio rinnovabile, a cura di S. Ferraris.
- Enea, Rapporto annuale efficienza energetica, 2017 (https://www.efficienzaenergetica.enea.it/component/jdownloads/)
- Petrini C., Carlo Petrini e l’esempio delle Comunità del cibo a energie rinnovabili: “Siatene orgogliosi”, (intervista a), 2013 (https://www.cosvig.it/carlo-petrini-e-lesempio-delle-comunita-del-cibo-a-energie-rinnovabili-siatene-orgogliosi/)
- Unione geotermica italiana, La geotermia in Italia, 2017 (https://www.unionegeotermica.it/la-geotermia-in-italia/).
- Water Footprint Network, 2016 (www.waterfootprint.org)





