Scheda scritta da Rafael Ruiz Alvarez, Ayelet Shastel, Marie Claire Winkelspecht del corso Scienze della Progettazione Gastronomica della Laurea Triennale UNISG in Scienze e Culture Gastronomiche
Nazione: Stati Uniti
Indirizzo: 14000 Pt. Reyes – Petaluma Rd., Point Reyes Station, CA 94956
Tipo di realtà: Organizzazione non governativa
Target: B2B, B2C
Claim: We develop regional fiber systems that build soil & protect the health of our biosphere.
Sito web: fibershed.org
Scenario
Il sistema industriale tessile condivide molti degli stessi problemi strutturali del sistema industriale alimentare. Entrambi dipendono dai combustibili fossili, da catene di approvvigionamento globali lunghe e opache e da modelli che privilegiano la velocità e il basso costo rispetto al benessere ecologico e sociale. Nel settore tessile, le fibre sintetiche, principalmente il poliestere, rappresentano oggi oltre il 60% della produzione mondiale di fibre e il loro utilizzo è raddoppiato nell’ultimo decennio (Fibershed, 2024, p. 6). Il poliestere, ottenuto dai combustibili fossili, emette circa 5,5 kg di CO₂ per maglietta, rispetto ai 2,1 kg del cotone (Niinimäki et al., 2020; Kirchain et al., 2015, citati in Fibershed, 2024, p. 6).
L’industria della moda nel suo insieme è responsabile dell’8-10% delle emissioni globali di gas serra, più delle emissioni provenienti dal trasporto aereo e marittimo internazionale combinati (Parlamento Europeo, 2021, citato in Fibershed, 2024, p. 7). Le condizioni di lavoro sono altrettanto critiche: solo il 2% dei lavoratori del settore tessile guadagna un salario dignitoso, e il 75% dei marchi di moda non paga salari equi (WorldMetrics.info; McKinsey & Company, 2020, citati in Fibershed, 2024, p. 6). Ogni anno, il settore perde circa 500 miliardi di dollari a causa della sovrapproduzione e della scarsità di riciclo (McKinsey & Company, 2017, citato in Fibershed, 2024, p. 6).
Il sistema industriale alimentare racconta una storia simile. Solo quattro colture – grano, riso, mais e soia – rappresentano quasi il 60% dell’energia alimentare mondiale, con conseguente perdita di biodiversità e resilienza (FAO, 2019). L’agricoltura industriale è responsabile di circa il 25% delle emissioni globali di gas serra (IPCC, 2019), con carne e allevamento che contribuiscono da soli al 14,5% (FAO, 2013). Allo stesso tempo, oltre un terzo delle terre agricole è degradato (UNCCD, 2017) e molti lavoratori del settore alimentare affrontano condizioni di lavoro insicure e salari insufficienti (ILO, 2020). Come nel settore tessile, questi sistemi generano sprechi significativi e concentrano i profitti lontano dai produttori e dalle comunità che li sostengono.
Descrizione
Fibershed propone un modello alternativo basato su regionalismo, rigenerazione ecologica e resilienza comunitaria. Attraverso il programma Climate Beneficial™ Agriculture, l’organizzazione supporta agricoltori e allevatori nell’adozione di pratiche rigenerative, come l’uso del compost, il pascolo rotazionale, le colture di copertura e la silvopastorizia. Queste tecniche, già consolidate nei sistemi alimentari sostenibili, contribuiscono a migliorare la salute del suolo e a ridurre le emissioni di carbonio. Nel 2024, per esempio, Fibershed ha coinvolto 33 produttori in California, su 4.214 acri, distribuendo 2,75 milioni di dollari di fondi. Di conseguenza, il programma ha ridotto oltre 7.900 tonnellate di CO₂ all’anno.
Inoltre, l’organizzazione lavora per ricostruire l’infrastruttura necessaria a un’economia tessile locale e sostenibile. Ciò include il sostegno a piccoli mulini, la distribuzione di oltre 231.000 dollari in microgrant dal 2017 e la creazione di programmi di formazione che collegano produttori di fibre, designer e artigiani. Parallelamente, Fibershed si impegna anche sul fronte delle politiche pubbliche: ha contribuito alla definizione della legge californiana SB 707, la prima negli Stati Uniti a introdurre la Extended Producer Responsibility (EPR) per i tessuti, che obbliga i produttori a gestire l’intero ciclo di vita dei propri prodotti. Inoltre, sta portando avanti ricerche innovative sul compostaggio tessile, esplorando come le fibre naturali possano tornare al suolo in sicurezza, seguendo un ciclo rigenerativo simile a quello dei sistemi agricoli sostenibili.
Un concetto chiave del lavoro di Fibershed è il modello “soil-to-soil” (suolo-suolo), un sistema rigenerativo a ciclo chiuso in cui le fibre naturali vengono coltivate con pratiche climate-positive, utilizzate dalle persone e poi restituite al terreno tramite compostaggio. In questo modo, i tessuti sostenibili vengono reinterpretati non come rifiuti, ma come risorse organiche capaci di nutrire il suolo, analogamente agli scarti vegetali o alimentari nell’agricoltura rigenerativa. Grazie alla ricerca, è stato dimostrato che cotone e lana non tinte possono decomporsi completamente entro tre-sei mesi in condizioni di compostaggio ottimali.
Allo stesso tempo, Fibershed evidenzia un legame spesso trascurato tra i settori tessile e alimentare, ossia il ruolo del bestiame. Pecore e capre, infatti, sono allevate principalmente per la produzione di latte, carne e formaggio, mentre la loro fibra naturale (lana e mohair) viene spesso considerata un sottoprodotto. In Europa, e in particolare in Italia, la lana è frequentemente scartata o bruciata a causa di normative restrittive sui sottoprodotti animali. Tuttavia, questa materia prima rappresenta una risorsa rinnovabile e ricca di nutrienti per il suolo.
Per questo motivo, Fibershed ha sviluppato soluzioni pratiche e replicabili. In collaborazione con produttori locali, l’organizzazione ha elaborato protocolli per il compostaggio e la pelletizzazione della lana di scarto, trasformandola in fertilizzante organico a lento rilascio di azoto. Di conseguenza, il materiale viene valorizzato, riducendo l’uso di fertilizzanti sintetici e contribuendo al miglioramento della fertilità del suolo. Nel 2024, la Fibershed della California meridionale ha portato avanti un progetto di pelletizzazione che ha convertito grandi quantità di lana inutilizzabile in risorsa per fattorie e giardini.
In definitiva, questa visione integrata dimostra come i sistemi alimentari e tessili possano collaborare all’interno di una stessa filosofia “suolo-suolo”. Invece di smaltire la lana grezza per costi o vincoli normativi, le aziende agricole potrebbero restituirla alla terra, chiudendo il ciclo naturale. Così, si riducono gli sprechi, la dipendenza dai fertilizzanti fossili e si valorizzano i sistemi agricoli misti, dove ogni risorsa trova nuovo valore. Seguendo modelli come quello di Fibershed, il sistema produttivo può evolvere verso una vera economia biocircolare, capace di coniugare innovazione, etica e rigenerazione ambientale.

Bibliografia
- Fibershed. (2024). 2024 annual report. https://fibershed.org
- European Parliament. (2021). Environmental impact of the textile and clothing industry: What consumers need to know. https://www.europarl.europa.eu/thinktank/en/document/EPRS_BRI(2019)633143
- Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO). (2013). Tackling climate change through livestock: A global assessment of emissions and mitigation opportunities. http://www.fao.org/3/i3437e/i3437e.pdf
- Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO). (2019). The state of the world’s biodiversity for food and agriculture. https://www.fao.org/3/CA3129EN/CA3129EN.pdf
- International Labour Organization (ILO). (2020). World employment and social outlook: Trends 2020. https://www.ilo.org/sites/default/files/wcmsp5/groups/public/@dgreports/@dcomm/@publ/documents/publication/wcms_734455.pdf
- Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). (2019). Special report on climate change and land (SRCCL). https://www.ipcc.ch/srccl/
- Kirchain, R., Olivetti, E., Miller, T., & Greene, S. (2015). Life cycle inventory of cotton and polyester fabrics. [As cited in Fibershed, 2024].
- McKinsey & Company. (2017). The state of fashion 2017. https://www.mckinsey.com/industries/retail/our-insights/the-state-of-fashion
- McKinsey & Company. (2020). The state of fashion 2020. https://www.mckinsey.com/industries/retail/our-insights/the-state-of-fashion-2020-navigating-uncertainty
- Niinimäki, K., Peters, G. M., Dahlbo, H., Perry, P., Rissanen, T., & Gwilt, A. (2020). The environmental price of fast fashion. Journal of Cleaner Production, 244, 118829. https://doi.org/10.1038/s43017-020-0039-9
- United Nations Convention to Combat Desertification (UNCCD). (2017). The global land outlook: First edition. https://www.unccd.int/sites/default/files/documents/2017-09/GLO_Full_Report_low_res.pdf
- WorldMetrics.info. (n.d.). [As cited in Fibershed, 2024]





