Scheda scritta da Christian Abrate, Viola Ghitti, Nicola Silipo Caliò del corso Scienze della Progettazione Gastronomica della Laurea Triennale UNISG in Scienze e Culture Gastronomiche
Nazione: Italia
Indirizzo: Via Nazionale 32, Carema TO, 10010
Tipo di realtà: Cooperativa Vitivinicola
Target: B2B; B2C
Claim: Il Nebbiolo dal 1960
Sito web: www.caremadoc.it
Scenario
Il settore del vino è nel 2024 uno dei più importanti dell’economia italiana. Ad oggi, in Italia si registra un grande incremento per quanto riguarda l’export del vino italiano nel mondo, in particolare del vino spumante (Prosecco) (Azteni, 2025). L’export ha avuto un incremento del 5,5% rispetto al 2023, mentre in consumo interno è in netto calo di anno in anno (nel 2025 -3,8%).
Questi trend sono cavalcati dalle grandi aziende vitivinicole, le uniche a potersi permettere gli investimenti più costosi che gli permettono di essere distribuite e conosciute in tutto il mondo. Questo sistema giova quindi alle aziende più strutturate e conosciute mentre le piccole realtà rimangono penalizzate (Milano Wine Week, 2024).
Inoltre, questo sistema favorisce una forma di viticoltura ed enologia particolarmente intensiva e convenzionale, dove gli input chimici sono massicci per massimizzare la produzione di bottiglie.
In questo contesto, Slow Food si impegna a tutelare e difendere le piccole ed artigianali realtà produttive alimentari e anche enologiche che stentano a sopravvivere. I Presìdi Slow Food sono prodotti di alta qualità che provengono da filiere produttive locali, dove la sostenibilità sociale e ambientale coesistono. Questa certificazione non difende solo i prodotti alimentari identitari, ma anche i foodscapes in cui i prodotti sono realizzati e le persone che li vivono.
Troppo spesso queste realtà sono dimenticate dai consumatori e dalle istituzioni, quando in realtà raccontano storie e tradizioni secolari durante le quali uomo e natura si sono coevoluti contemporaneamente adattandosi gli uni agli altri (Slow Food, 2024).
Descrizione
La Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema è una cooperativa vitivinicola che nasce all’inizio degli anni 60 dalla volontà di 10 viticoltori presso il comune di Carema, situato nell’alto Canavese. Ad oggi, questa cooperativa conta più di 100 soci, di cui quasi 75 che coltivano e conferiscono uve (Carema DOC, 2023).
I soci sono tutti produttori part-time, di cui l’età media è molto varia (dai 20 agli 85 anni). Questo tipo di viticoltura è definita eroica, perchè i suoi interpreti coltivano circa 15 ettari di vigneto organizzati in terrazzamenti a secco spioventi, situati su rilievi che possono superare anche il 30% di pendenza. Il sistema dei terrazzamenti ha origini antiche nell’area del Carema DOC, si pensa fossero presenti già in età romana per poter sfruttare a pieno i pendii più soleggiati, quelli che però oggi vengono utilizzati sono stati costruiti all’inizio del XIX secolo.
Il terroir di questi suoli è costituito di terreno da riporto di origine morenica, quindi e povero e acido, composto principalmente da sabbia (80%). A Carema si coltiva principalmemte Nebbiolo, le cui vigne coesistono in questo foodscapes con alberi da frutto e cereali, tutti coltivati sui terrazzi detti muraje, dai quali si svulappano solide colline di calce alte tre metri, dette pilun, che sorreggono il pergolato (topia). Queste strutture sono in grado di assorbire il calore diurno e rilasciarlo durante la notte in modo da favorire la lenta maturazione delle uve (Manna, 2024).
Il disciplinare del Carema DOC nasce nel 1967 e comprende vini prodotti dai 300 ai 750 m slm. Inizialmente erano prodotti solo con uve di Nebbiolo, ma nel 1998 è stato concesso di utilizzare anche un 15% di altri vitigni rossi e sono state aggiunte anche le diciture di Riserva, che obbliga il vino ad avere almeno 36 mesi di affinamento e di Classico, che comprende almeno 24 mesi di affinamento. La cooperativa produce però solo due etiche di Carema DOC, che sono un “Etichetta Nera” base e un “Etichetta Bianca” riserva.
Nel 2014 il Carema è stato riconosciuto come Presidio Slow Food, per tutelarne la tua integralità e unicità. Un tale prodotto può esistere solo in quel determinato luogo perchè è intimamente legato al territorio dove si produce. Uomo, montagna e vite coesistono in una cosa sola, rendendo il prodotto finale irriproducibile altrove. Durante i secoli, l’uomo ha saputo modellare un paesaggio così impervio grazie ai terrazzamenti, che oggi sono imprescindibili per evitare il dissesto idrogeologico e che creano dei microclimi ideali alla vite. Questo è un esempio di coesistenza sostenibile, sfociato nella creazione di aziende virtuose come la cooperativa in analisi, che continuano ad esistere solo grazie all’impegno collettivo di tutta la comunità agricola (Fondazione Slow Food, 2025).

Bibliografia
- Atzeni, G. (2025, 4 aprile). L’export di vino italiano nel 2024 supera gli 8 miliardi di euro. Ma l’incognita consumi pesa sui primi tre mercati di sbocco. Gambero Rosso. https://www.gamberorosso.it/vino/export-vino-italiano-2024-8-miliardi-euro/
- Fondazione Slow Food. (2025, April 16). Carema – Presìdi Slow Food – Fondazione Slow Food. https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/carema/
- Il manifesto – Slow Food – Buono, Pulito e Giusto. (2024, 30 aprile). Slow Food. https://www.slowfood.it/chi-siamo/manifesto-dello-slow-food/
- Carema DOC. (2023, 27 novembre). La Cantina di Carema | Cantina produttori Nebbiolo di Carema. https://www.caremadoc.it/
- Manna, P. (2024, 19 giugno). La viticoltura eroica di Carema: montagne, terrazzamenti, suoli poveri. Vitae Online. https://vitae.aisitalia.it/la-viticoltura-eroica-di-carema-montagne-terrazzamenti-suoli-poveri/
- Milano Wine Week 2024. (2023, 30 novembre). Mercato del vino: calano i consumi e si affermano nuovi trend – Milano Wine Week 2024. https://milanowineweek.com/vendemmie/mercato-del-vino-calano-i-consumi-e-si-affermano-nuovi-trend/





