Wast3D Shells è una startup innovativa fondata a Taranto da Serena Lotto, Matteo Peluso, Michele De Siati e Giuseppe Greco, con l’obiettivo di risolvere un problema ambientale e dare nuova vita ai gusci di cozze, spesso considerati scarti. Questi gusci, che normalmente vengono smaltiti come rifiuti, rappresentano una risorsa preziosa: grazie a una tecnologia sviluppata dall’azienda, possono essere trasformati in carbonato di calcio e utilizzati per produrre nuovi componenti per l’edilizia, offrendo soluzioni sostenibili e innovative per la costruzione di infrastrutture ecologiche. W3DS non solo contribuisce alla riduzione dei rifiuti, ma crea anche un mercato circolare per materiali che altrimenti finirebbero nell’indifferenziato.
Gusci e carbonato di calcio per malte e mattoni ecologici
L’idea alla base di W3DS è nata dal desiderio di trasformare i gusci di cozze, uno scarto abbondante nel territorio tarantino che ha tra i suoi prodotti di riferimento la cozza nera presidio Slow Food, in una potenziale risorsa. Matteo Peluso, spiega: “Abbiamo visto nei gusci di molluschi una grande opportunità: anziché considerarli rifiuti, abbiamo lavorato per estrarre il carbonato di calcio e convertirlo in materiali utili per l’edilizia”. Questo processo non solo riduce la quantità di rifiuti, ma consente anche di creare prodotti sostenibili, come malte e mattoni ecologici. La startup ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo approccio innovativo, tra cui il premio “Green and Blue climate change” della Start Cup Puglia, che ha permesso di lanciare l’idea e attrarre l’interesse di acceleratori specializzati nell’economia circolare.
Edilizia sostenibile: case stampate in 3D
Un aspetto rivoluzionario della tecnologia di W3DS è l’applicazione della polvere di carbonato di calcio per la stampa 3D di elementi edilizi. Il team della startup, guidato da Matteo Peluso e Michele De Siati, sta lavorando per sfruttare i vantaggi della stampa 3D. Attualmente, W3DS ha già prodotto mattoni e malte utilizzando la polvere di gusci di cozze, ma il passo successivo è ambizioso: costruire case completamente sostenibili. “L’obiettivo è quello di utilizzare le stampanti 3D per costruire abitazioni a basso impatto ambientale”. Questa tecnologia non solo riduce gli sprechi di materiali durante il processo di costruzione, ma offre anche una soluzione completamente ecologica, rispondendo alle sfide attuali del settore edilizio in termini di sostenibilità.
Piste ciclabili e infrastrutture per migliorare la vita in città
Oltre alla costruzione di case, W3DS sta esplorando nuove applicazioni per il carbonato di calcio estratto dai gusci di cozze, tra cui la realizzazione di piste ciclabili. L’azienda si ispira a modelli già utilizzati in Francia, dove i gusci di ostriche e altri molluschi vengono impiegati per produrre asfalto sostenibile. Questo materiale composito, noto come béton-coquillage, è stato studiato da istituti di ricerca in Francia e Canada per le sue proprietà uniche, come l’assorbimento dell’acqua, che lo rendono ideale per contrastare l’impermeabilizzazione del suolo. Giuseppe Greco di W3DS spiega: “Vogliamo portare in Italia questo modello innovativo, utilizzando i gusci per creare infrastrutture sostenibili, come piste ciclabili, che possano migliorare la qualità della vita e ridurre l’impatto ambientale delle nostre città”.
Il rifiuto come parte della soluzione
La visione di W3DS si basa su un concetto chiave: trasformare ciò che oggi viene considerato rifiuto in una risorsa preziosa. Serena Lotto, sottolinea l’importanza di ripensare il modo in cui gestiamo i materiali di scarto: “Il carbonato di calcio è presente in molti materiali che finiscono nell’indifferenziato, come gusci di uova e lumache. Dobbiamo cambiare il nostro approccio ai rifiuti e vedere in essi una fonte di opportunità”. La startup sta lavorando per creare un nuovo mercato per materiali sostenibili e per dimostrare che è possibile conciliare innovazione, sostenibilità e crescita economica. Con una visione a lungo termine e un approccio circolare, W3DS sta contribuendo a plasmare un futuro in cui i rifiuti diventano parte della soluzione, non del problema.







