Ogni italiano nel 2024 potrebbe arrivare a sprecare, secondo i dati raccolti del Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher, quasi 81 grammi di cibo al giorno, ovvero oltre mezzo chilo alla settimana. Per un valore complessivo, mettendoci tutti assieme, di oltre 13 miliardi di euro che equivalgono a quasi un punto di Pil e, soprattutto, costano circa 290 euro annui a famiglia, circa 126 euro pro capite ogni anno. Di tutto questo spreco, poi, oltre 310 mila tonnellate di cibo, equivalenti a quasi 4 miliardi di euro di valore economico, si perdono lungo tutta la filiera distributiva. Per contrastare il fenomeno, occorrono anche strumenti tecnologici di consapevolezza e rispetto come iThanks (www.ithanks.net/).
Ridurre le perdite di cibo con un’applicazione digitale
Lo spreco alimentare si può affrontare, infatti, solo con l’aiuto di tutti attraverso un mix di comportamenti virtuosi in grado di coinvolgere cittadini, istituzioni e mondo imprenditoriale, oltre che l’istruzione scolastica così come l’informazione a tutti i livelli. Anche perché il consumo responsabile e la gestione efficiente delle risorse diventano sempre più agenti determinanti nell’ambito di un contesto globale, proprio là dove le proposte e le soluzioni che derivano dal mondo delle tecnologie vanno a impattare in modo evidente. Ed è proprio su questi registri che opera iThanks, l’applicazione digitale progettata per combattere lo spreco alimentare offrendo una soluzione tecnologica in grado di migliorare la gestione delle scadenze e di analizzare i dati in modo efficiente in funzione proprio della riduzione delle perdite di cibo.

Dalla startup all’app, un occhio alla scadenza per valorizzare appieno gli alimenti
Nata nel 2019 da un’idea di Marco Cartolano e Andrea Gasco, iThanks ha saputo negli anni valorizzare la propria esperienza diretta sulle problematiche relative alla gestione della vita dei prodotti alimentari nella grande distribuzione. E lo ha fatto sviluppando una soluzione che opera sui prodotti prossimi alla scadenza, migliorando le performance aziendali e, al contempo, contribuendo alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. L’applicazione digitale opera automatizzando i processi di controllo sulle scadenze dei prodotti alimentari a scaffale, facilitandone la gestione quotidiana e riducendo il tempo che serve a monitorarle nel percorso di mantenimento in sicurezza della loro qualità e delle loro proprietà organolettiche. L’app è attualmente in uso in numerosi punti vendita della grande distribuzione e funziona come un vero e proprio assistente digitale in grado di rendere immediatamente disponibili tutte le informazioni che servono per monitorare il percorso di ogni prodotto in vendita, anche in relazione alle sue eventuali giacenze. Così da costituire un vantaggio evidente in termini di piena valorizzazione delle merci alimentari e del processo di rifornimento.

Dall’alimentare a ogni prodotto con scadenza
L’app iThanks può in realtà operare non solo in ambito alimentare ma in tutte le attività che propongono prodotti con una scadenza, cominciando ad esempio dalle farmacie. Anche per questa sua versatilità, il progetto ha ottenuto nel tempo il supporto della Camera di Commercio di Torino e dell’acceleratore di imprese sociali Torino Social Impact, oltre a raccogliere numerosi premi come, di recente, il riconoscimento nella categoria Economia Circolare di Vivere a Spreco Zero, i piccoli “Oscar” per la sostenibilità promossi dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market. Applicazioni come iThanks dimostrano come l’innovazione tecnologica possa contribuire significativamente alla sostenibilità alimentare, affrontando direttamente il problema dello spreco alimentare. Attraverso l’automazione della gestione delle scadenze e l’analisi efficiente dei dati, questa soluzione migliora le pratiche di conservazione degli alimenti, ottimizzando le risorse e riducendo gli sprechi. Inoltre, contribuisce a promuovere un approccio più sostenibile e responsabile nella filiera alimentare, evidenziando l’importanza della tecnologia come strumento per un futuro alimentare più sostenibile.





