Il Gruppo Caviro rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare nel settore vitivinicolo italiano. Grazie all’impegno di oltre 14.900 viticoltori, l’azienda non solo produce vini di alta qualità, ma trasforma gli scarti della lavorazione in prodotti nobili, energia rinnovabile e nutrienti per la terra, creando un ciclo sostenibile che riduce al minimo gli sprechi e le emissioni. Questo modello operativo si basa su tre pilastri fondamentali: ritirare, rigenerare e restituire, con l’obiettivo di rendere alla terra ciò che è stato preso in prestito.
Ritirare: la raccolta degli scarti come risorsa
L’attività di Caviro inizia nei vigneti, dove le uve coltivate con passione vengono conferite alle cantine socie per la vinificazione. Dopo la produzione del vino, ciò che rimane dalla lavorazione, come vinacce e fecce, viene raccolto insieme agli scarti delle filiere agroalimentari, oltre che agli sfalci e alle potature del verde pubblico. Questi materiali, che altrimenti sarebbero considerati rifiuti, diventano la base per nuovi processi produttivi. Ogni anno, centinaia di migliaia di tonnellate di scarti vengono così destinate a diventare nuova materia prima, evitando l’accumulo di rifiuti e valorizzando ogni componente del ciclo produttivo. Questo processo permette non solo di ridurre la produzione di rifiuti, ma anche di dare un nuovo valore a ogni elemento della filiera, trasformando quello che era considerato uno scarto in una preziosa risorsa.
Rigenerare: trasformare gli scarti in valore aggiunto
La fase di rigenerazione è centrale nel modello di economia circolare di Caviro. Gli scarti raccolti vengono trasformati in prodotti ad alto valore aggiunto. Ad esempio, attraverso processi di distillazione, si ottiene alcol etilico di origine agricola, utilizzato in vari settori industriali. Inoltre, dalla lavorazione di feccia e vinaccia si ricava acido tartarico naturale, impiegato nell’industria alimentare e farmaceutica. Caviro Extra, società del Gruppo, è una vera e propria “circular company” che si occupa di recuperare e valorizzare gli scarti delle filiere vitivinicole e agroalimentari per ottenere energia e prodotti nobili 100% bio-based. L’offerta spazia da prodotti nobili, come alcol di seconda generazione, acido tartarico ed estratti, a fertilizzanti ed energie rinnovabili. Questo approccio non solo riduce l’impatto ambientale, ma crea anche nuove opportunità economiche, dimostrando come la sostenibilità possa essere integrata efficacemente nel business. Grazie a un continuo investimento in ricerca e sviluppo, Caviro ha migliorato l’efficienza dei suoi impianti e aumentato la capacità di recupero delle risorse, raggiungendo risultati importanti in termini di economia circolare.
Restituire: chiudere il ciclo con benefici per l’ambiente e la comunità
Il ciclo virtuoso si completa con la fase di restituzione. I prodotti ottenuti dalla rigenerazione degli scarti vengono reimmessi nel mercato o utilizzati per migliorare la qualità dei terreni agricoli. Ad esempio, i fertilizzanti naturali vengono utilizzati per concimare i vigneti, migliorando la salute del suolo e la qualità delle future produzioni. Inoltre, l’energia termica ed elettrica generata dagli scarti di lavorazione contribuisce all’autosufficienza energetica dell’azienda e alimenta le comunità locali. Questo modello operativo ha portato Caviro a raggiungere l’autosufficienza energetica e il recupero di quasi la totalità degli scarti, salvaguardando anche un’oasi delle cicogne a due passi dallo stabilimento di Faenza, ospitando circa un centinaio di esemplari. L’azienda ha recentemente inaugurato il più grande impianto agrivoltaico su vigneto in Italia, con l’obiettivo di produrre energia pulita riducendo al tempo stesso l’impatto climatico sulle colture. Questo innovativo sistema permette di proteggere le viti dagli eventi climatici estremi, migliorando la resilienza delle produzioni agricole e contribuendo alla transizione energetica sostenibile.
Il modello di economia circolare adottato da Caviro evidenzia come un approccio sostenibile possa generare benefici tangibili sia per l’ambiente che per l’economia. Attraverso l’innovazione e la valorizzazione delle risorse, l’azienda dimostra che è possibile produrre in modo responsabile, garantendo al contempo la qualità dei prodotti e il rispetto per il territorio. Questo impegno costante verso la sostenibilità rappresenta un esempio da seguire per l’intero settore agroalimentare e oltre.
In copertina foto di Thomas Schaefer da Unsplash






