Nel settore cosmetico, la sostenibilità non è più una semplice tendenza, ma un elemento strategico sempre più rilevante per imprese e consumatori. A confermarlo sono i dati di Cosmetica Italia: nel 2023 quasi il 19% degli operatori del comparto identifica nella sostenibilità un fattore chiave, in crescita costante rispetto al 13,2% registrato nel 2018. Una tendenza confermata dal Rapporto 2024 che definisce il Green Deal europeo e la transizione ecologica e digitale, lo strumento necessario a riconfermare la proattività e l’adeguamento delle imprese cosmetiche al nuovo contesto competitivo.
In questo scenario, salute e benessere personale si intrecciano con scelte consapevoli, dando impulso alla domanda di prodotti naturali e a basso impatto ambientale. È in questo contesto che si inserisce l’esperienza di Grapey, una giovane realtà imprenditoriale che valorizza le potenzialità dell’uva all’interno di un modello produttivo circolare e ad alta intensità di innovazione.
L’uva: materia prima nobile e versatile
L’uso cosmetico dell’uva ha radici lontane, ma le sue proprietà sono oggetto di rinnovata attenzione scientifica. Studi recenti – tra cui quello condotto dall’Università di Padova sotto la guida della professoressa Anna Lante – hanno confermato il ruolo antiossidante delle vinacce, sottolineando la ricchezza di principi attivi contenuti in ogni parte del frutto. I fondatori di Grapey, Sara e Luca Menato, hanno dato vita a un progetto imprenditoriale che prende spunto da queste ricerche, individuando negli scarti della filiera enologica – vinacce, vinaccioli, uva acerba – una risorsa di grande valore per la cura della pelle. Il risultato è una gamma di prodotti anti-age e rivitalizzanti che punta su qualità, efficacia e recupero intelligente della materia prima.
Upcycling e cosmesi naturale: il modello Grapey
Grapey adotta un processo di upcycling avanzato, trasformando gli scarti della produzione vinicola in ingredienti attivi ad alto valore funzionale. Polifenoli, vitamine, aminoacidi e sali minerali presenti nei residui dell’uva contribuiscono a migliorare l’elasticità del tessuto connettivo, a stimolare il ricambio cellulare e a proteggere la pelle dagli agenti esterni. Come la buccia dell’uva difende il grappolo dai raggi UV, così le formulazioni Grapey sono pensate per offrire protezione e vitalità alla pelle, in una logica di rispetto per l’ambiente e per l’organismo. L’intero processo produttivo si ispira ai principi dell’economia circolare e al riutilizzo intelligente di risorse altrimenti destinate allo scarto.
Tra cultura materiale e competitività internazionale
Grapey nasce da un patrimonio profondamente italiano: la coltivazione della vite, la lavorazione dell’uva e la produzione del vino sono attività che definiscono la nostra cultura materiale e il nostro paesaggio agricolo. Integrare questa eredità con un progetto innovativo e sostenibile significa valorizzare competenze antiche con strumenti contemporanei. La storia di Grapey dimostra come, anche in un contesto complesso e competitivo, l’Italia possa generare valore unendo tradizione, tecnologia e visione industriale, offrendo al mercato internazionale prodotti che raccontano identità, innovazione e rispetto per l’ambiente.






