La startup biotech sarda trasforma gli scarti di liquirizia in una soluzione innovativa per contrastare lo spreco alimentare, prolungando la shelf-life degli alimenti grazie a un bioadditivo antimicrobico. Con un impatto significativo sulla sostenibilità e una tecnologia brevettata, Alkelux si pone all’avanguardia del packaging attivo, proponendo materiali biodegradabili, privi di metalli e facili da integrare nei processi produttivi esistenti. La sua missione? Promuovere un’economia circolare e un futuro più verde attraverso soluzioni eco-friendly.
Dallo spreco alimentare una risorsa
Fondata a Sassari nel 2024, Alkelux è una startup biotech nata dall’iniziativa di Matteo Poddighe e Davide Sanna, due giovani tecnici con competenze complementari. Mentre Poddighe, dottore di ricerca in Scienze e Tecnologie Chimiche, ha sviluppato il brevetto, Sanna ha portato la sua esperienza per garantire l’applicabilità industriale della tecnologia. A loro si sono uniti Carlo Usai ed Emina Bilanovic espandendo la componente commerciale e trasformando in poco tempo Alkelux in un esempio virtuoso di innovazione multidisciplinare.
Lo spreco alimentare è al centro della missione di Alkelux. In Italia, nel 2024 è aumentato facendo registrare una crescita del 45,6%: ogni settimana finiscono nel bidone della spazzatura 683,3 grammi di cibo pro capite, a differenza dei 469,4 grammi rilevati nell’agosto 2023. Tra i cibi più sprecati troviamo frutta fresca (27,1 g), verdure (24,6 g), pane fresco (24,1 g), insalate (22,3 g), cipolle/aglio/tuberi (20 g). Senza dimenticare che sprecare cibo significa anche sprecare acqua, terreni agricoli e risorse preziose. Alkelux risponde a questa emergenza con un approccio innovativo, offrendo una soluzione che non solo riduce lo spreco ma promuove pratiche sostenibili lungo tutta la filiera alimentare.
Shelf-Life e scarti di liquirizia per un packaging sostenibile
La liquirizia, un prodotto tipico di alcune regioni italiane, è al centro della tecnologia di Alkelux. Ogni anno, l’industria della liquirizia produce tonnellate di scarti che, grazie a un processo brevettato, vengono trasformati in un bioadditivo antimicrobico. Questo additivo, in forma di polvere, è integrato nei materiali di confezionamento alimentare per prolungare la conservazione di frutta e verdura.
I test condotti su fragole e mirtilli hanno dimostrato che l’additivo Alkelux è in grado di estendere la freschezza dei prodotti fino a sette giorni in più rispetto ai packaging tradizionali. Questo risultato non solo riduce lo spreco di alimenti deperibili ma contribuisce anche a diminuire le emissioni di gas serra associate alla decomposizione e al trasporto dei rifiuti. Inoltre, l’utilizzo degli scarti di liquirizia rappresenta un passo concreto verso un modello di economia circolare, dove i rifiuti diventano risorse.
Per un packaging attivo: l’additivo in polvere di Alkelux
Privo di metalli tossici come zinco e titanio, spesso utilizzati in prodotti simili, l’additivo è composto esclusivamente da elementi naturali come idrogeno, carbonio, ossigeno e azoto. Questo lo rende sicuro per la salute umana e completamente biodegradabile, senza impatti negativi sull’ambiente.
Un altro elemento chiave è la sua versatilità. Essendo completamente solubile in acqua, l’additivo può essere utilizzato senza modificare gli impianti produttivi esistenti. Questa caratteristica riduce le barriere all’adozione della tecnologia, rendendola accessibile anche alle piccole e medie imprese del settore alimentare. Alkelux porta sul mercato quindi una scelta ecologica ed economicamente vantaggiosa per le aziende che cercano di innovare nel campo del packaging attivo.
Il packaging attivo rappresenta una rivoluzione nella conservazione alimentare, combinando materiali innovativi con tecnologie antimicrobiche per prolungare la freschezza dei prodotti. Queste soluzioni, come quella proposta da Alkelux, integrano additivi naturali nei materiali di confezionamento, proteggendo gli alimenti da batteri, virus e muffe. Oltre a ridurre lo spreco alimentare, il packaging attivo promuove sostenibilità ed efficienza, offrendo un’alternativa ecologica e sicura per il settore alimentare.
Grazie alla sua attività antimicrobica, Alkelux è infatti in grado di proteggere gli alimenti da batteri, virus e muffe, contribuendo a mantenere inalterate le qualità organolettiche dei prodotti. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto per il confezionamento di ortofrutticoli freschi, un settore in cui la durata di conservazione è cruciale.
Il biopolimero, la nuova frontiera del packaging
Alla base dell’innovazione di Alkelux c’è un biopolimero avanzato, che combina sostenibilità ed efficienza. Questo materiale, biodegradabile e privo di metalli allergenici, è stato progettato per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più orientato verso soluzioni ecocompatibili. Il biopolimero non si limita a offrire una protezione antimicrobica. Grazie alle sue proprietà ottiche, come la fluorescenza e la reattività fotoattiva, potenzia l’efficacia del packaging in condizioni di esposizione alla luce. Questo aspetto lo rende ideale per applicazioni in vari contesti, dal trasporto degli alimenti freschi alla loro esposizione nei punti vendita.
Con un processo di certificazione europea già avviato, Alkelux mira a introdurre il suo prodotto sul mercato entro il 2026, con prospettive di espansione anche in Sud America, dove la domanda di soluzioni di conservazione è in rapida crescita. La startup sarda sta esplorando collaborazioni con aziende leader del settore alimentare e ortofrutticolo, aprendo nuove strade per il futuro del packaging sostenibile.







