a cura di
Laboratorio di Sostenibilità ed Economia Circolare
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
Uno dei vantaggi del consumo di cibo stagionale è chiaramente la riduzione dei gas ad effetto serra, perché ad esempio, non richiede l’apporto energetico per il riscaldamento o l’illuminazione artificiale necessari per produrre raccolti fuori dal periodo di crescita naturale (Macdiarmid, 2014). Tuttavia, è bene considerare che la stagionalità e le sue conseguenze ambientali dipendono dal prodotto che prendiamo in analisi e non risultano ugualmente efficaci per la mitigazione delle emissioni (se confrontate a livello di quantità di emissioni di CO2 generate) se paragonate con la potenziale riduzione dello spreco di cibo e il taglio dei consumi di carne (Coley, Howard & Winter, 2009).
Bibliografia
Macdiarmid, J. (2014). Seasonality and dietary requirements: Will eating seasonal food contribute to health and environmental sustainability? Proceedings of the Nutrition Society, 73(3), 368-375. DOI:10.1017/S0029665113003753
Coley, D., Howard, M., & Winter, M. (2009). Local food, food miles and carbon emissions: A comparison of farm shop and mass distribution approaches. Food Policy, 34(2), 150-155. DOI: 10.1016/j.foodpol.2008.11.001.





