L’associazione Tempi di Recupero è vero un punto di riferimento per la sostenibilità ambientale e sociale enogastronomica. Fondata nel 2013 tra le colline romagnole, questa realtà culturale senza scopo di lucro si fa portavoce di una filiera agroalimentare etica basata sul recupero alimentare e la valorizzazione e riqualificazione delle tradizioni culinarie portando nelle cucine e nelle tavole una vera rivoluzione ecologica, tra recupero di ricette antiche e sinergie green. Partita organizzando cene tematiche, l’associazione oggi, opera e gestisce una rete internazionale di professionisti e una costellazione di iniziative ed eventi, sotto la guida del presidente Carlo Catani.
La Rete dei Recuperatori è un network di chef, artigiani, vignaioli, gelatieri, bartender e comunità locali che cooperano insieme nella condivisione e trasmissioni di valori collettivi, impegnandosi a promuovere pratiche sostenibili sia nell’ambito culinario che in quello sociale e ambientale. L’associazione è un esempio virtuoso di come tradizione, innovazione e sostenibilità possano convergere in un vero cambiamento, tutto da gustare.
Materie prime e tradizione
La loro missione, delineata nel Decalogo dei Tempi di Recupero, incoraggia una cucina circolare dove tutto deve essere recuperato e valorizzato e una riflessione sull’impatto ambientale delle scelte alimentari di ciascuno di noi. Promuovono un uso consapevole delle risorse gastronomiche, riducendo gli sprechi e incoraggiando un utilizzo integrale delle materie prime. Gli scarti, come il quinto quarto, infatti, sono spesso trascurati nelle cucine, generando una delle principali cause di impatto ambientale della filiera agroalimentare.
Riqualificano inoltre il ruolo delle osterie, incentivano il recupero di ricette tradizionali e l’impiego di erbe spontanee. L’associazione si impegna a promuovere l’importanza e la necessità di tutelare il territorio e la gestione dell’acqua, valorizzando il rispetto dell’ambiente nelle sue dimensioni paesaggistiche, morfologiche, economiche e culturali. Molti dei proventi delle iniziative, infatti, vengono destinati a progetti di rigenerazione dei territori e preservazione della biodiversità.
Tempi di Recupero sostiene anche attivamente la diffusione di produzioni sostenibili e la crescita di realtà etiche, favorendo l’adozione di nuove abitudini green nel quotidiano come l’impiego di packaging sostenibile nelle cucine, sale ed eventi, l’utilizzo di materiale lavabile e della family bag, per portare a casa ciò che non è stato consumato al ristorante.
Sinergie di gusto
La rete eterogenea di Tempi di Recupero ha consentito l’interazione e cooperazioni tra realtà e comunità differenti, attivando sinergie con altri progetti sostenibili e dando vita a una moltitudine di iniziative.
Oltre a programmi di divulgazione, formazione, consulenze, convegni e contest su sostenibilità̀ e gastronomia, l’associazione ha dato vita al Festival del Recupero di Pianetto, un’occasione conviviale in cui incontrarsi, conoscersi e progettare insieme attraverso cene, degustazioni nuovi occasione e mercati pe valorizzare il lavoro dei produttori.
La Tempi Recupero Week invece è una settimana internazionale dedicata al recupero in cucina, con la partecipazione di professionisti della filiera agroalimentare e consumatori, “ogni partecipante ha carta bianca per costruire il proprio piatto, il proprio menù e raccontare consapevolezza e recupero a tavola.”
Mentre l’esperienza dell’associazione è raccontata nel libro Tempi di Recupero, manuale di ricette e di testi di approfondimento sul tema del recupero e della sua valenza economica e sociale con interventi di chef, nel 2022 esce Chilometro Consapevole, un libro scritto a quattro mani da Carlo Catani e Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, in cui si esplora la complessità della sostenibilità, affrontando temi come la filiera corta, la qualità dei prodotti locali e l’importanza di un approccio etico alla produzione e al consumo alimentare.
Tempi di Recupero dimostra il proprio impegno sociale destinando i proventi degli eventi a numerose iniziative come quelle della Fondazione Oltre Il Labirinto, che promuove l’inclusione dei giovani con autismo. Inoltre, applicando modelli circolari e collaborativi, l’associazione favorisce la creazione di valore economico locale, supportando piccole imprese, come vignaioli e artigiani, e incentivando pratiche che migliorano la resilienza economica delle comunità.






