Nazione: Messico
Indirizzo: Villa Tierra del Sol 1 Paraje Langueche, 70460 San Jerónimo Tlacochahuaya, Oax., Messico
Tipo di realtà: Azienda
Target: B2C, B2B
Sito web: tierradelsol.org.mx
Scenario
Nelle Valli centrali della regione di Oaxaca, in Messico, l’agricoltura intensiva e il conseguente disboscamento hanno portato a una progressiva desertificazione del territorio (Da Ponte, 2015), all’impoverimento dei suoli, all’inquinamento e alla contaminazione di risorse naturali come fiumi, laghi e falde sotterranee. La scarsità di precipitazioni ha spinto ogni piccolo agricoltore nella zona a scavare pozzi e ad attingere a riserve d’acqua sotterranee sempre più profonde.
Questa regione è l’unica area pianeggiante della zona, situata a 1500 m s.l.m. e circondata da catene montuose che raggiungono mediamente 2800 m s.l.m. Essendo situata in mezzo ai tropici, l’area presenta una stagione secca di 9 mesi e una stagione umida nei mesi estivi (maggio-agosto).
È una delle regioni con i più antichi ritrovamenti di agricoltura del Centro America; il ritrovamento di un seme di zucca a scopo agricolo è datato intorno al 7000 a.C. (Hurd, 1971).
Il toponimo associato a questo luogo, nel linguaggio Zapotea, significava “bacino umido e coltivato“. Numerosi reperti archeologici testimoniano il prosperare di culture mesoamericane che abitarono e costruirono insediamenti attorno ai fiumi e nelle zone di maggiore deflusso dell’acqua dalle montagne circostanti (Watershed).
Prima della Green Revolution, la pianura nelle valli centrali di Oaxaca era dominata da foreste; al momento, invece, le monocolture (principalmente di mais) hanno occupato oltre l’80% del territorio pianeggiante (Navarro, 2019). I territori a ridosso della catena montuosa sono ancora occupati da foreste, e le precipitazioni sulle montagne sono il doppio rispetto a quelle della pianura. La gestione dei terreni e il disboscamento non permettono all’acqua che fluisce dalle montagne di infiltrarsi nel suolo attraverso le radici profonde degli alberi (Ojeda, 2019). Anche da foto satellitari è possibile osservare la netta differenza tra le zone agricole e le verdi foreste circostanti.
Tutti questi fenomeni — la rimozione degli alberi, la diffusione della monocoltura intensiva con largo impiego di pesticidi ed erbicidi (che ha portato a una significativa riduzione della biodiversità), la compattazione del suolo dovuta all’uso di macchinari pesanti, la combustione della materia organica, l’inquinamento ambientale e la disinformazione diffusa tra gli agricoltori — hanno progressivamente destabilizzato o addirittura interrotto i cicli naturali dell’acqua, dei minerali, così come i flussi di energia e conoscenze ecologiche locali (LEK). Tutto ciò ha compromesso l’abbondanza di vita che un tempo caratterizzava profondamente questo territorio.
Descrizione
Dal 2001 Pablo Luiz Lavalle, ex pilota di aerei nato a Città del Messico, comprende le fragilità di questo territorio e decide di acquistare 2 ettari di terreno nelle valli centrali di Oaxaca. Fondando un’azienda agricola e un centro di agricoltura rigenerativa, recupera e studia come contrastare le varie problematiche presenti sul territorio, ripristinando i cicli naturali di materia, energia e informazioni, collaborando con comunità locali e diffondendo le conoscenze da lui recuperate e strutturate, condividendole fra gli agricoltori locali, con un grande sforzo per far cambiare mentalità a quegli attori sul territorio che da anni utilizzano i metodi della “green revolution” e il pensiero lineare ad essa connesso.
Oltre alla visione sistemica dell’ecosistema circostante, il ripristino dei terreni avviene attraverso il compostaggio di vegetali di propria produzione, l’allevamento estensivo animale e la riforestazione operati in ambito agricolo. Paulo ha inoltre sviluppato un concept che permette la costruzione di eco-strutture partendo da zero e realizzate completamente con materiali trovati in loco e sostenibili. L’intero eco-villaggio è stato autocostruito condividendo con altri abitanti locali le tecniche di costruzione, l’impiego e la lavorazione dei materiali utilizzati. I costi delle opere sono molto ridotti grazie all’impiego di risorse naturalmente presenti sul territorio, come legname (autoprodotto), minerali e argille locali. Attraverso l’e-commerce Pablo vende anche a turisti esteri (prevalentemente statunitensi) workshop sull’eco-edilizia, ottenendo allo stesso tempo la manodopera necessaria alla costruzione degli stessi edifici in maniera più rapida ed efficiente.
Tierra del Sol utilizza inoltre un sistema di riciclo delle acque nere delle toilette presenti nel villaggio. Questo prototipo, inventato dallo stesso Pablo, non è connesso alla rete fognaria cittadina. Citando Pablo: “Perché dovremmo far fluire verso gli oceani una così grande quantità di materia organica e acqua così preziose, che da anni stiamo cercando di ripristinare su questo territorio?” Così, ogni water è suddiviso in due sezioni, una per la raccolta del materiale liquido e azotato (urine) e una per la raccolta dei residui solidi (feci).
Al di sotto del water sono presenti dei contenitori di raccolta. Ad ogni utilizzo, invece di tirare lo sciacquone (non presente), si deve semplicemente buttare nel water una manciata di terriccio (terra e compost autoprodotti) con l’ausilio di una paletta. Questo composto permette di non avvertire alcun odore nei locali igienici. I contenitori di raccolta vengono svuotati una volta a settimana e lasciati in particolari reparti per compostazione aerobia, progettati autonomamente per 3 mesi. Le parti liquide, invece, a seguito di un trattamento con carbone, diventano un fertilizzante azotato molto efficace da usare in dosi omeopatiche. Pablo spiega comunque che l’impiego di questo tipo di materia organica è destinato solo a nutrire alberi senza frutti commestibili, in quanto la possibile presenza di sostanze chimiche e antibiotici negli scarti umani ne impedisce un uso sicuro in agricoltura biologica.
Ad oggi l’azienda conta 5 ettari in totale ed è completamente autogestita. In questa realtà è anche possibile effettuare soggiorni a scopo ludico, workshop di cucina indigena, fermentazioni, produzioni di tinture, eco-edilizia, permacoltura e l’impiego di eco-tecnologie. L’azienda ha una forte replicabilità in altri contesti simili nella maggior parte dei paesi del mondo.
Bibliografia
- Da Ponte E, Fleckenstein M, Leinenkugel P, Parker A, Oppelt N, Künzer C. (2015). Tropical forest cover dynamics for Latin America using Earth observation data: a review covering the continental, regional, and local scale. International Journal of Remote Sensing; 36(12):3196-242.
- Hurd, , Paul D., Linsley, E. G., & Whitaker, T. W. (1971). Squash and Gourd Bees (Peponapis, Xenoglossa) and the Origin of the Cultivated Cucurbita. Evolution, 25(1), 218– 234. https://doi.org/10.2307/2406514
- Navarro Cerrillo, R. M., Esteves Vieira, D. J., Ochoa-Gaona, S., de Jong, B. H. J., & del Mar Delgado Serrano, M. (2019). Land cover changes and fragmentation in mountain neotropical ecosystems of Oaxaca, Mexico under community forest management. Journal of Forestry Research, 30(1), 143. https://doi.org/10.1007/s11676-017-0568-3
- Ojeda Olivares, Edwin Antonio, Sadoth Sandoval Torres, Salvador Isidro Belmonte Jiménez, José Oscar Campos Enríquez, Francesco Zignol, Yunuen Reygadas, and John P. Tiefenbacher. 2019. “Climate Change, Land Use/Land Cover Change, and Population Growth as Drivers of Groundwater Depletion in the Central Valleys, Oaxaca, Mexico” Remote Sensing 11, no. 11: 1290. https://doi.org/10.3390/rs11111290




