Scheda scritta da Matteo Gnocchi, Martina Nodari, Elisa Tortello del corso Scienze della Progettazione Gastronomica della Laurea Triennale UNISG in Scienze e Culture Gastronomiche
Nazione: Italia
Indirizzo: Itinerante
Tipo di realtà: Associazione culturale
Target: B2B; B2C
Claim: Più valore alle materie prime!
Sito web: www.tempidirecupero.it
Scenario
Nel mondo occidentale sembra mancare il tempo per riflettere anche sulle azioni più semplici. Gli acquisti vengono compiuti in fretta, senza considerare il percorso e il valore delle materie prime, spesso in contesti pensati per attirare diversi target nello stesso luogo. Questa disattenzione verso ciò che compriamo finisce troppo spesso per tradursi in spreco.
L’Italia è il terzo paese in Europa, dopo la Francia e la Germania, per la quantità di spreco: solo nel 2024 abbiamo raggiunto le 8,2 milioni di tonnellate di cibo sprecato e perso. Inoltre, è stato osservato che la tendenza allo spreco è maggiore nel Sud Italia (+4% rispetto alla media nazionale) e minore al Nord della penisola (-6%) (De Honestis, 2025).
Tutto ciò porta a un sostanziale impatto non solo ambientale, ma anche economico e sociale: infatti, la gestione degli sprechi in Italia ha un costo di circa 7 miliardi e mezzo di euro all’anno, senza considerare il denaro impiegato nella produzione e le conseguenti emissioni (Sgambato, 2024). Le reti alimentari aiutano a recuperare e ridurre, in parte, gli alimenti che vengono sprecati, grazie alla sensibilizzazione, alla comunità e alle iniziative.
Descrizione
Tempi di Recupero è un’associazione che promuove la sostenibilità e il recupero gastronomico, valorizzando l’uso integrale delle materie prime. È una rete che si è sviluppata nel corso degli anni e che coinvolge agricoltori, artigiani, cuochi e imprenditori, con l’obiettivo comune di un sistema alimentare più consapevole e sostenibile.
L’associazione, nata nel 2012 dall’idea del fondatore Carlo Catani, si struttura con una serie di cene all’Osteria della Sghisa di Faenza. Catani racconta: “L’idea di base era molto semplice, partiva da tre tracce possibili di recupero: il riuso di avanzi da altre preparazioni, il quinto quarto (ossia frattaglie e parti meno nobili di carni, pesci e verdure) e il recupero della tradizione o di piatti della memoria che rischiano di essere dimenticati per sempre” (Catani, 2019).
L’idea del nome “Tempi di Recupero” è nata proprio grazie al gergo calcistico, che indica il tempo stimato che serve ad un calciatore per riprendersi da un infortunio. In questo caso il nome ha lo scopo di alludere al lungo infortunio che è nato negli anni Ottanta, quando l’ostentazione del proprio status ha portato a preparare tavole sproporzionate ed eccessive, il cui mancato recupero non è più socialmente accettabile (Zordan, 2019).
La Rete dei recuperatori è nata successivamente, quando questa realtà è diventata sempre più solida, con l’obiettivo di creare sinergie con altri progetti sostenibili e dar voce e risalto ad una rete di professionisti e appassionati che condividono gli stessi valori.

Bibliografia
- Pensar Di Cibo. (2021, 1 gennaio). Tempi di Recupero https://www.pensardicibo.it/2021/01/01/tempi-di-recupero/
- Sgambato, E. (2024, February 2). Cresce lo spreco alimentare e aumenta l’insicurezza tra le fasce più deboli. Il Sole 24 ORE. https://www.ilsole24ore.com/art/cresce-spreco-alimentare-e-aumenta-l-insicurezza-alimentare-le-fasce-piu-deboli-AFBKnoZC?refresh_ce=1
- Sociale.it.. (2025, 5 febbraio). Spreco alimentare, quanto cibo buttiamo: i dati in Italia.
https://www.sociale.it/2025/02/05/spreco-alimentare-quanto-cibo-buttiamo-i-dati-in-italia/ - Tempi di Recupero. (n.d.). La rete di TdR. https://www.tempidirecupero.it/la_rete_tdr/
- Zordan, A. (2019, 3 ottobre). Tempi di Recupero: Il progetto che valorizza scarti, quinto quarto e ricette della memoria. https://www.gamberorosso.it/rubriche/interviste/tempi-di-recupero-il-progetto-che-valorizza-scarti-quinto-quarto-e-ricette-della-memoria/




