Scheda scritta da Maria Clotilde Giordano, Beatrice Cagnin Trevisan, Giorgia Zonca del corso Scienze della Progettazione Gastronomica della Laurea Triennale UNISG in Scienze e Culture Gastronomiche
Nazione: Italia
Indirizzo: Via Roma, 19, Venezia, Veneto 30172, IT
Tipo di realtà: Startup
Target: B2C; B2B; B2G
Claim: L’app che rende più sostenibile la spesa
Sito web: www.setai.io
Scenario
Nell’odierno contesto italiano lo spreco alimentare e le disuguaglianze sociali costituiscono un problema in continua crescita. I dati dell’ANSA riportano come, nel corso del 2024, la quantità di cibo giornalmente gettato a livello pro capite sia aumentata da 75 g a 81 g, facendo ammontare lo spreco settimanale medio a 566,3 g (+8,05% rispetto al 2023). Tale fenomeno risulta più accentuato nel Sud Italia (+4%) rispetto al Nord (-6%), confermando disparità geografiche e sociali.
Ulteriori ricerche testimoniano uno scenario allarmante, evidenziando come, al giorno d’oggi, ogni cittadino italiano si renda responsabile dello spreco di 146 kg di cibo all’anno, una quantità superiore alla già ben elevata media europea, corrispondente a 127 kg per abitante. Inoltre, un’ulteriore questione – attuale e cruciale più che mai – è rappresentata dall’impatto ambientale determinato dalla filiera alimentare: si stima infatti che le emissioni derivanti dalla produzione di cibo e responsabili del riscaldamento globale superino il 25% del totale delle emissioni prodotte dall’uomo.
I numeri e le evidenze riportate rendono dunque chiara l’urgenza di interventi nelle pratiche di gestione dei consumi domestici e la necessità di promuovere una campagna di educazione dei consumatori stessi. In questo scenario drammatico uno spiraglio di speranza è tuttavia rappresentato dalle innovazioni tecnologiche, che non solo stanno contribuendo in modo decisivo alla trasformazione dei sistemi produttivi e di consumo – rendendoli più efficienti e sostenibili – ma sono anche in grado di aiutare i clienti più vulnerabili a scegliere meglio e sprecare meno.
Parlando di sostenibilità, un altro tasto dolente è rappresentato dagli allevamenti intensivi, ormai noti da tempo per essere una delle principali cause dell’inquinamento ambientale. Proprio a questo proposito, secondo un report pubblicato recentemente dal Boston Consulting Group, il consumo di carne avrà un picco nel 2025, per poi diminuire gradualmente negli anni successivi, lasciando così il posto ai sostituti della carne e alle alternative vegetali, prevedendo che queste ultime, nel 2035, costituiranno all’incirca l’11% del mercato mondiale delle proteine.
Il cibo plant-based sta infatti diventando la prima scelta di un numero sempre maggiore di individui: basti pensare al fatto che, nel 2020, il consumo di alternative vegetali è ammontato a ben 13 milioni di tonnellate. Tale inversione di tendenza è imputabile ad una molteplicità di fattori: i consumatori, infatti, sono sempre più consapevoli dell’insostenibilità del processo produttivo della carne.
Allo stesso tempo, sul mercato abbondano i cibi vegetali, alcuni dei quali – come la cosiddetta “fake meat” – sono addirittura in grado di imitare la carne per aspetto, gusto e texture. Ciò li rende prodotti adatti anche ad un pubblico onnivoro che non è ancora del tutto pronto a rinunciare al sapore e alla consistenza di un burger di carne. Le varianti vegane si stanno dunque diffondendo sempre di più e si stima che, con lo sviluppo di nuove tecnologie ed il giusto supporto da parte delle politiche, il settore delle proteine vegetali potrebbe ricoprire addirittura il 22% del mercato in meno di 15 anni.
Descrizione
L’applicazione Setai è un progetto sviluppato da Andrea Longo ed Edoardo Danieli con l’apporto scientifico di eAmbiente, realtà veneta di ingegneria e di consulenza ambientale ed energetica. Il progetto è stato avviato inizialmente nel Regno Unito, ma è ora disponibile anche in Italia.
L’app è dall’utilizzo semplice ed intuitivo: infatti, inquadrando con lo smartphone il codice a barre di un qualunque prodotto alimentare durante la spesa al supermercato o direttamente da casa, verranno resi disponibili tutti i dati inerenti il cibo in questione.
Setai non si limita a restituire al consumatore informazioni circa i valori nutrizionali e la qualità degli ingredienti dell’alimento, ma ne stima anche l’impatto ambientale, ovvero la sua carbon footprint, espressione che designa le emissioni di gas serra generate durante l’intero ciclo produttivo del prodotto, a partire dalla coltivazione/allevamento della materia prima, per passare poi alla sua trasformazione, fino alla sua distribuzione sui banchi dei grandi magazzini.
L’applicazione attinge le informazioni da alcuni database certificati dall’Unione Europea e dalle principali università italiane, che assegnano a ciascun prodotto finito una categoria di riferimento in base alle emissioni di anidride carbonica che l’intero diagramma di flusso determina. Setai fornisce al consumatore anche altri parametri legati al processo di trasformazione industriale ed al metodo di trasporto utilizzato, tracciando così l’intera filiera produttiva, restituendo poi all’utente una valutazione numerica inerente la qualità e la sostenibilità generali dell’alimento analizzato.
Sullo smartphone, dunque, chi è intenzionato ad acquistare un qualsiasi prodotto potrà orientarsi sulla base di un voto espresso su una scala da 1 a 10, a cui corrisponde una griglia cromatica, dal rosso al verde accesso. Uno dei prossimi obiettivi di questa startup è quello di implementare i dati che indicano il dispendio d’acqua necessario per la produzione dell’alimento e gli eventuali prodotti chimici utilizzati in fase di produzione e trasformazione, di modo da fornire un profilo sempre più completo circa l’ecosostenibilità di quello che viene portato usualmente in tavola.
In ultima analisi, grazie a questa innovazione tecnologica è possibile non solo confrontare i valori del prodotto desiderato con quelli di innumerevoli competitor presenti sul mercato ma, soprattutto, tenere traccia della propria spesa nel medio e lungo periodo, di modo da valutare l’impatto ambientale delle proprie abitudini d’acquisto. L’idea con cui nasce Setai è quella di rivolgersi a chi produce, fornendo uno strumento intuitivo alle aziende che vogliono mostrare in etichetta – e dunque rendere noto ai consumatori – i dati sull’impatto ambientale dei propri prodotti.
Lo scopo principale dell’applicazione, però, introducendo il concetto di carbon footprint – elemento essenziale per valutare la qualità di un prodotto alimentare – è quello di sensibilizzare i clienti al momento dell’acquisto, rendendoli più educati e consapevoli: d’altronde, responsabilizzare chi consuma si configura come lo strumento più efficace per preservare il nostro pianeta.

Bibliografia
- ANSA. (2024, 2 Febbraio). Risale lo spreco alimentare +8% in Italia, è allarme povertà.
https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/cibo_e_salute/2024/02/02/risale-lo-spreco-alimentare-8-in-italia-sos-poverta.html - Grigolin, S. (2021, 25 Maggio). Setai, l’applicazione che calcola l’impatto ambientale degli alimenti. Techprincess.
https://techprincess.it/setai-applicazione-calcolo-impatto-ambientale-alimenti/ - Maker Faire Rome – The European Edition. (2021, Maggio 6). Arriva Setai, la app che rende più sostenibile la spesa. https://makerfairerome.eu/blog/arriva-setai-la-app-che-rende-piu-sostenibile-la-spesa/
- Montagnoli, L. (2021, 10 Maggio). Setai è l’app italiana che guida all’acquisto sostenibile e intelligente del cibo. Gambero Rosso. https://www.gamberorosso.it/attualita/setai-e-lapp-italiana-che-guida-allacquisto-sostenibile-e-intelligente-del-cibo/




