Nazione: Italia
Indirizzo: Via Cassia per Siena, 133 Località Bargino, San Casciano Val di Pesa, Firenze
Tipo di realtà: Azienda vitivinicola
Target: B2C, B2B
Sito web: www.antinori.it
Scenario
L’argomento trattato trae origine da alcuni dati del 2017 sul settore vitivinicolo italiano forniti dall’Osservatorio del Vino, promosso dall’Unione Italiana Vini, sotto la supervisione del Ministero delle Politiche Agricole.
- In Italia ci sono 310.000 aziende vitivinicole, il 21% delle imprese agricole italiane;
- Posizioni occupate: 1 milione e 250.000 addetti in tutta la filiera;
- Produzione: 46 milioni di ettolitri di vino, di cui 3,025 milioni di ettolitri solo in Toscana;
- Ettari vitati: 637.634 (4% della SAU, Superficie Agricola Utilizzata), di cui 334.000 sono destinati alle grandi denominazioni, 52% Docg e Doc, e 156.000, il 24%, a Igt;
- Denominazioni di origine: 73 Docg, 332 Doc, 118 Igt. In Europa rappresentiamo il paese con più denominazioni.
Questi sono alcuni dati che ci fanno capire come in Italia questo settore sia di forte rilievo e rivesta un ruolo fondamentale per l’agricoltura, e non solo. La reputazione che il vino si sta costruendo nel ventunesimo secolo è tutt’altro che banale. La maggior parte dei produttori sta cercando progressivamente di promuovere e difendere l’ambiente che ci circonda e di rendere tutto il processo quanto più sostenibile anche tramite approcci progettuali legati all’ecodesign.

Descrizione
Marchesi Antinori è una storica azienda vitivinicola toscana. In questa scheda però non si parlerà di vino, bensì delle innovazioni associate alla loro cantina, un fulgido esempio di struttura che rispetta i principi di design sostenibile. La cantina si presenta praticamente invisibile dall’esterno, se non per due lunghe fenditure orizzontali che attraversano la collina e che corrispondono alla facciata della costruzione. Rappresenta l’espressione più autentica di una voluta simbiosi tra cultura antropica, l’opera dell’uomo, il suo ambiente di lavoro e l’ambiente naturale.
Il progetto integra il costruito al paesaggio agreste dove il complesso industriale è dissimulato attraverso la realizzazione di una copertura che definisce l’invenzione di un nuovo piano di campagna coltivata, dove vengono allevati alcuni vitigni sconosciuti ai più, ma da sempre utilizzati nella storia del Chianti: il Canaiolo, il Ciliegiolo, il Colorino, la Malvasia nera, il Mammolo oltre ovviamente al celebre Sangiovese. Da sottolineare che non soltanto il paesaggio circostante, bensì anche i comuni e le case limitrofe in tal maniera non hanno avuto alcuna ripercussione dal punto di vista visivo e ambientale.

L’architettura di questa struttura è ideata in modo tale che vengano sfruttate il più possibile le forze presenti in natura. La protagonista è la forza di gravità: la vinificazione avviene, infatti, attraverso un processo che si sviluppa dall’alto verso il basso permettendo all’uva che arriva in azienda di muoversi al suo interno con un dispendio di energia minimo, evitando l’utilizzo di sistemi di pompaggio. I materiali e le tecniche utilizzate per la costruzione e l’insediamento della cantina all’interno della collina hanno fatto sì che si venisse a creare il microclima e la temperatura più adatta non solo allo sviluppo del processo di vinificazione, ma anche all’invecchiamento stesso del vino.
Questa particolare architettura è stata realizzata per evitare di stravolgere un territorio così elegante e sensuale come quello del Chianti Classico. È un ottimo esempio di promozione del territorio che, così facendo, attiva a sua volta la promozione del suo prodotto, il vino, che nasce e si sviluppa dalla terra come sintesi di un lavoro, una tradizione, una cultura, profondamente connesse con il paesaggio agreste e l’ambiente naturale. L’azienda nel 2014 ha ottenuto il riconoscimento per “Building of the Year 2014” da parte di ArchDaily. Inoltre la cantina è stata candidata al premio “Mies van der Rohe” 2015 ed è arrivata alla selezione finale, su 420 candidature.




