a cura di
Laboratorio di Sostenibilità ed Economia Circolare
Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
La praticità e la multifunzionalità, oltre che al suo costo relativamente basso, rendono la plastica un materiale onnipresente nella vita di tutti i giorni.
Essa offre numerosi vantaggi per determinate applicazioni: è facile da modellare, non si corrode facilmente e si decompone lentamente (Shen & Worrell, 2014). Proprio per queste caratteristiche intrinseche, è uno dei materiali più utilizzati per la realizzazione di imballaggi da quando è stata inventata.
L’impatto considerevolmente negativo dei rifiuti in plastica sulla nostra salute e sull’ambiente è sempre più evidente. Secondo uno studio di Legambiente, l’84% dei rifiuti che sono stati trovati sulle spiagge italiane nel 2020 sono di materiale plastico e la maggior parte di essi sono principalmente oggetti monouso (Legambiente, 2020).
Uno dei problemi primari riguardo a questi dati allarmanti, è che i prodotti monouso sono nati per essere utilizzati solamente una volta e per un breve periodo di tempo, per poi essere buttati.
Vista la necessità di trovare soluzione che fossero più sostenibili, l’Unione Europea si è resa conto dell’esigenza di dover istituire un quadro giuridico che potesse ridurre efficacemente gli impatti avversi dovuti dallo spargimento di plastica non riciclata in maniera adeguata.
A questo proposito, l’UE ha deciso di ovviare al problema della plastica monouso attuando un intervento di tipo normativo che mira a combattere l’inquinamento, soprattutto marino, causato dalla loro dispersione.
La Direttiva Single Use Plastic, il cui acronimo è SUP, è entrata in vigore il 3 luglio 2019, lasciando due anni ai Paesi Membri per adeguarsi alle nuove misure. Perciò, entro il 3 luglio 2021, i Paesi Membri dell’UE avrebbero dovuto recepire la direttiva nelle rispettive legislazioni nazionali.
La Direttiva SUP è quindi applicabile solamente a quei prodotti definibili monouso, che vengono solitamente gettati dopo un solo utilizzo o che sono stati progettati per durare un solo utilizzo. Secondo quanto predisposto dalla direttiva, per “prodotto di plastica monouso” si intende un “prodotto realizzato interamente o in parte in plastica e che non è concepito, progettato o immesso sul mercato per compiere più spostamenti o rotazioni durante la sua vita essendo rinviato a un produttore per la ricarica o riutilizzato per lo stesso scopo per il quale è stato concepito”.
Quando esistono alternative sostenibili che siano facilmente reperibili e accessibili a qualsiasi persona, i prodotti monouso in plastica non possono essere messi in commercio negli Stati Membri dell’Unione Europea. Per i prodotti monouso in plastica per i quali non esistono alternative valide, ogni singolo paese facente parte dell’UE dovrebbe mettere a punto delle misure che ne riducano considerevolmente l’utilizzo.
Diverse misure sono state applicate a diversi prodotti. Andando più nello specifico, gli elementi che vengono vietati dalla direttiva europea sono i seguenti: bastoncini di cotone (cotton fioc); posate, piatti, cannucce e mescolatori; palloncini e bastoncini per palloncini; contenitori per alimenti; tazze per bevande; contenitori per bevande; mozziconi di sigaretta; sacchetti di plastica; pacchetti e involucri; salviette umide e articoli sanitari (Commissione Europea, 2020).
Invece, per quanto riguarda gli altri tipi di prodotti in plastica monouso, l’Unione Europea si sta impegnando a ridurne l’uso non solo attraverso misure di sensibilizzazione o tramite l’introduzione di requisiti di progettazione e di etichettatura per informare al meglio i consumatori su come smaltire gli imballaggi, ma anche immettendo nuovi obblighi di gestione dei rifiuti a carico dei produttori – la cosiddetta Extended Producer Responsibility (EPR).
Come viene sottolineato dalla Commissione Europea nella sezione dedicata a questa direttiva, l’obiettivo finale dell’introduzione di queste regole comunitarie è di prevenire e di ridurre l’impatto di determinati prodotti plastici sull’ambiente, in particolare l’ambiente marino, e sulla salute umana (Commissione Europea, 2021). La direttiva SUP può diventare un punto di partenza per la transizione verso un’economia circolare, in cui vengano sviluppate soluzioni e opzioni sostenibili a livello ambientale, sociale ed economico.
Bibliografia e sitografia
Commissione Europea (2021). Contrastare la marea di plastica monouso. Environment policy and protection of the environment. Disponibile al link: https://op.europa.eu/s/s7Y5.
Direttiva (UE) 2019/204 del Parlamento Europeo e del Consiglio, Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019L0904
Legambiente (2020), Indagine Beach Litter 2020. Disponibile al link:
https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/indagine-beach-litter-2020-di-legambiente-censiti-654-rifiuti-ogni-cento-metri-di-spiaggia/
Sito della Commissione Europea, Single-use plastics.
https://ec.europa.eu/environment/topics/plastics/single-use-plastics_it
Shen, Li & E. Worrell (2014). Plastic Recycling. Handbook of Recycling, Chapter 13, Elsevier, pp 179-190, ISBN 9780123964595.
https://doi.org/10.1016/B978-0-12-396459-5.00013-1




