Il Center for Circular Economy in Coffee è una piattaforma globale precompetitiva di analisi, ricerca e sviluppo promossa da Fondazione Lavazza
L’economia circolare applicata alla filiera del caffè rappresenta una delle sfide più significative e promettenti per il futuro sostenibile del settore. Con il lancio del Center for Circular Economy in Coffee in occasione della World Coffee Conference (WCC 2023) dello scorso novembre, si sono aperte nuove prospettive per l’intera industria e filiera produttiva che può analizzare, studiare, progettare e beneficiare di soluzioni innovative e di buone pratiche condivise per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la redditività. Il Centro, promosso da Fondazione Lavazza e l’International Coffee Organization (ICO), si propone come riferimento globale per la promozione della sostenibilità nel mondo del caffè, un settore che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo e che può trarre enormi vantaggi da un approccio circolare. Tra i partner chiave del progetto, il Politecnico di Torino e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Una scelta importante che promuove per la prima volta a livello globale attività di ricerca e progetti pilota in modalità precompetitiva. Il sistema di produzione del caffè ha bisogno di grandi alleanze. Per migliorare la sua competitività e la sostenibilità definita nelle sue tre dimensioni, ambientale, sociale ed economica, tutti gli stakeholder a livello internazionale devono avere lo stesso obiettivo. Perché il caffè non è solo una discussione sulla sua circolarità dopo averlo consumato. Esiste una geografia agronomica differente rispetto alle aree del pianeta dove viene coltivato, inevitabilmente cambiano le domande, devono cambiare anche le risposte. Prima ci sono le piante e la fatica di chi le coltiva, l’occupazione del suolo, il consumo di acqua ed energia, un’enorme massa di materia organica. In che modo tutto questo diventa paradigma produttivo attraverso la definizione di economia circolare? Il caffè non è solo una tazzina di caffè.
Accelerare la transizione circolare del caffè
Il Center for Circular Economy in Coffee si presenta come una piattaforma innovativa, pensata per riunire tutti gli attori della filiera del caffè in un unico spazio di collaborazione e condivisione. E portare circolarità nel settore attraverso l’adozione di pratiche sostenibili che coinvolgano produttori, torrefattori, istituzioni e accademie. La condivisione di conoscenze e risorse, intende infatti supportare gli attori della filiera del caffè nel loro percorso verso un modello economico più resiliente e inclusivo. In questo contesto, il Centro diventa non solo un catalizzatore di innovazione, ma anche un agente di cambiamento culturale, capace di promuovere un approccio sistemico che superi la logica lineare tradizionale.
La collaborazione come chiave del successo
Il Centro mette a disposizione strumenti e opportunità per lo sviluppo di progetti pilota e iniziative di ricerca che possano essere implementate su larga scala, generando un impatto positivo su tutta la filiera. L’importanza della collaborazione si riflette anche nella composizione del Comitato Scientifico del Centro, che include esperti di diverse discipline e rappresentanti di importanti istituzioni accademiche e industriali. Questo approccio multidisciplinare è fondamentale per affrontare la complessità delle sfide legate alla sostenibilità nel settore del caffè, poiché permette di integrare diverse prospettive e competenze.
Il ruolo fondamentale della ricerca e dell’innovazione
Università e centri di ricerca, come il Politecnico di Torino e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, sono partner chiave del Center for Circular Economy in Coffee. Attraverso la loro partecipazione, il Centro potrà avvalersi di anni di studi e sperimentazioni per sviluppare soluzioni innovative che non solo riducano l’impatto ambientale, ma che possano anche essere economicamente vantaggiose. L’innovazione tecnologica è particolarmente rilevante in questo contesto, poiché consente di sviluppare nuove soluzioni per ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza delle risorse. Ad esempio, le tecnologie di riciclo e riutilizzo dei sottoprodotti del caffè possono trasformare i rifiuti in risorse preziose, contribuendo a chiudere il ciclo produttivo e a ridurre l’impatto ambientale. Inoltre, la ricerca accademica può fornire le basi scientifiche necessarie per sviluppare nuove pratiche e tecnologie che possano essere applicate su larga scala, rendendo l’intera filiera del caffè più sostenibile e resiliente.
Buone pratiche per un futuro sostenibile
Una delle principali attività del Center for Circular Economy in Coffee è proprio la raccolta e la condivisione di buone pratiche già testate e validate dal Comitato Scientifico del Centro. Il caffè genera una quantità significativa di rifiuti, tra cui la silverskin, uno scarto del processo di tostatura dei chicchi. Questo sottoprodotto, se opportunamente trattato, può essere utilizzato come componente di biocompositi, materiali che possono essere utilizzati in diversi settori industriali come l’automotive.
Un’altra buona pratica riguarda il riciclo dei materiali plastici derivanti dagli imballaggi del caffè. Gli imballaggi, spesso realizzati in plastica, attraverso processi di riciclo avanzati possono essere trasformati in nuove risorse, come le barre di plastica utilizzabili in diverse applicazioni industriali. Senza dimenticare la promozione dell’uso di tazze riutilizzabili al posto di quelle monouso. Ogni anno, vengono prodotte più di 250 miliardi di tazze monouso, molte delle quali finiscono in discarica o negli oceani, contribuendo all’inquinamento ambientale. Le tazze riutilizzabili, invece, possono ridurre significativamente questa quantità di rifiuti. Sebbene richiedano un investimento iniziale, i benefici a lungo termine sono evidenti, sia in termini di risparmio economico che di riduzione dell’impatto ambientale.





