Nazione: Italia
Indirizzo: Via T. A. Edison, 15, 39100 Bolzano BZ
Tipo di realtà: Azienda
Target: B2C
Claim: Dalla buccia delle mele alla carta mela
Sito web: www.frumat.it
Scenario
Nel 2016, la produzione di mele a livello nazionale è stata di 21.469.896 quintali. Nello specifico la principale regione produttrice è il Trentino Alto Adige, che con 18.000 ettari di frutteti produce il 61,7% del totale. Nel 2016, in Trentino Alto Adige, circa l’11% della produzione è stato destinato all’industria alimentare, l’85% al settore delle mele da tavola e il 4% al mercato del biologico (Bls Alto Adige, 2015). Per quanto riguarda la produzione di succhi di frutta a livello industriale, è importante sapere ai fini di possibili ragionamenti “circolari” che occorrono 1,4 chilogrammi di mele per produrre un litro di succo di mela (Shalini, Gupta, 2010).
Descrizione
Frumat è un’azienda bolzanina nata nel 2008 che si occupa di recuperare in ottica circolare gli scarti di mela del territorio circostante. L’azienda riutilizza bucce e torsoli risultanti dalla spremitura del frutto, per trasformarli in carta e pelle vegetale, denominati rispettivamente Cartamela e Appleskin (“pellemela”).
La Cartamela è realizzata utilizzando la cellulosa presente nella polvere di mela, scarto delle mele essiccate e sbriciolate, la quale va a comporre fino al 15% del prodotto finale. È in commercio come prodotto cartotecnico, shopper, packaging, carta asciugante per uso domestico, carta igienica, tovaglioli, fazzoletti, carta per l’ondulato (dal sito web di Frumat, 2017).
La Appleskin invece è ottenuta miscelando acqua, farina di mela e uno speciale legante, e in questo caso gli scarti di mela compongono fino al 50% della materia prima. Appleskin trova applicazione in vari settori, dalla piccola pelletteria alla moda, dall’arredamento all’automotive, nella legatoria e accessoristica, fino ad arrivare nel calzaturiero.
Frumat è riuscita ad attuare questo sviluppo tecnologico grazie a una serie di partnership con aziende del territorio, in un mercato dove questa materia prima secondaria è molto presente. Frumat, seguendo le caratteristiche della normativa circolare, ha un ottimo impatto sulla comunità locale e ha raggiunto una trasformazione di scarti di mela fino a 30 tonnellate/mese (la Repubblica, 2015). Tutti gli output provengono da aziende della provincia di Bolzano mentre la produzione di Cartamela e Appleskin avviene in diverse realtà italiane.
Torsoli e bucce dunque, che spesso rappresentano un costo per le aziende poiché considerati dalla legge italiana “rifiuti speciali”, oltre a poter essere compostati, utilizzati per estrarre pectina o produrre energia da impianti di biogas, grazie a Frumat possono arrivare a essere parte di carta e pelle vegetale, generando un nuovo guadagno per le aziende che producono succhi e omogeneizzati nella filiera melicola.


Bibliografia
- Business Location Südtirol – Alto Adige, Alto Adige – Tecnologie alimentari, 2015 (www.food.bz.it/fileadmin/userdata/images/themen/wer-und-was/BLS_Alto-Adige-Tecnologie-alimentari_IT_final.pdf).
- Istat, Agricoltura e zootecnia. Dettaglio per ripartizione geografica, 2016 (http://agri.istat.it/jsp/dawinci.jsp?q=plC170000010000012000&an=2017&ig=1&ct=266&id=15A|21A|30A).
- ItaliaFruit, Produzione, export, mercati, consumi: tutto sulla mela italiana, 2016 (www.italiafruit.net/DettaglioNews/36849/la-categoria-del-mese/produzione-export-mercati-consumi-tutto-sulla-mela-italiana).
- La Repubblica. Affari e Finanza, “Osserva Italia – Il rapporto sui consumi”, 2015 (www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/le-storie/2015/02/05/news/dagli_scarti_delle_mele_carta_e_tessuti_in_ecopelle-106582515/).
- Shalini, R., & Gupta, D. K. (2010). Utilization of pomace from apple processing industries: A review. Journal of food science and technology, 47(4), 365–371. https://doi.org/10.1007/s13197-010-0061-x




