Scheda scritta da Elena Gullino, Lucia Hendel, Mokhathi Maleballo del corso Scienze della Progettazione Gastronomica della Laurea Triennale UNISG in Scienze e Culture Gastronomiche
Tipologia: Brano
Autore: Elton John e Lebo M
Data di uscita: 1994
Genere: Musica per bambini
Lingua: Inglese e Zulu
I leoni sono generalmente considerati i “re della giungla” o della savana, in quanto rappresentano il vertice della catena alimentare. Tuttavia, Circle of Life presenta una visione del mondo più sfumata e interconnessa, che si allontana dal pensiero gerarchico e sottolinea invece la natura ciclica della vita. Come dice Rafiki più avanti nel film: “Quando moriamo, i nostri corpi diventano erba e le antilopi mangiano l’erba. E così siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita”. Questa citazione incarna il nucleo del pensiero circolare: anche il re, nella morte, ritorna alla terra e rientra nel ciclo ecologico.
La decisione di utilizzare questa canzone in una scena così cruciale è sia intenzionale che di grande impatto. La frase iniziale, “Nants ingonyama bagithi baba”, che si traduce con “Ecco che arriva un leone, padre”, è pronunciata in zulu. Il suo stile ricorda la poesia di lode Nguni, una tradizione spesso utilizzata per annunciare re e leader in occasione di eventi importanti. In questo caso, l’arrivo del leone è un momento di rinnovamento per la comunità, che segna il suo posto nel ciclo continuo di leadership, morte e rinascita.
Questa scena riecheggia anche le tradizioni africane in cui i neonati vengono presentati agli elementi naturali come il sole o la pioggia, come modo per presentarli sia agli antenati che all’ambiente. Tornando alla metafora precedente di Rafiki, la presenza di tutti gli animali alla presentazione di Simba simboleggia non solo i membri viventi dell’ecosistema, ma anche le tombe degli antenati, che sono tornati alla terra, hanno nutrito l’erba e quindi rimangono presenti nel ciclo di rigenerazione.
In conclusione, l’aggiunta dell’introduzione in lingua zulu conferisce alla canzone una potenza indimenticabile. Essa funge da simbolo sia del potere culturale che della resistenza, particolarmente toccante data la sua uscita nel 1994, l’anno in cui è finito l’apartheid in Sudafrica.
Riferimenti
- Peyote, W. (2019, 10 24). Capirò me stesso riascoltanto questo disco. (G. Valicenti, Intervistatore)
- Picciafoco, A. (2019, 10 29). Willie Peyote colpisce ancora: ecco “iodegradabile”. Tratto da rockandmore: https://www.rockandmore.net/2019/10/29/willie-peyote-colpisce-ancora-ecco-iodegradabile/
- Santachiara, S. (2019, 10 24). Iodegradabile, Willie Peyote vs il consumismo nelle relazioni. Tratto da radiocitta fujico: https://www.radiocittafujiko.it/iodegradabile-willie-peyote-vs-il-consumismo-nelle-relazioni/




