Dalle larve delle mosche soldato un nuovo prodotto capace di creare valore per aziende e territori
Declinare i temi dell’Agenda 2030 e i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) tocca in modo sempre più evoluto la pianificazione aziendale. In questi nuovi modelli di business diventano centrali le strategie per ridurre lo spreco alimentare e per l’utilizzo di risorse circolari. Strategie innovative come l’impiego degli scarti di materiali organici vegetali per l’alimentazione di specifiche mosche che l’impresa di biotecnologia innovativa torinese BEF Biosystems alleva per produrre proteine sostenibili. Il tutto attraverso un processo tanto affascinante quanto virtuoso per creare cosmetici, alimenti per animali e progetti che coniugano l’economia circolare con la più avanzata tecnologia 4.0.
Dalla raccolta degli scarti vegetali un alimento per le larve di mosca
In principio sono gli scarti organici vegetali provenienti da aziende di diversa natura: principalmente si tratta di avanzi di ortofrutta o scarti residui della produzione della birra che vengono trasformati in un pastone altamente nutriente per le larve di mosca. Ma la scelta del tipo di mosca non è casuale, come spiega Marco Meneguz, entomologo con all’attivo un dottorato sulla mosca soldato Hermetia illucens e responsabile della ricerca: “La mosca soldato a differenza di altri tipi di mosche non si nutre quando è adulta e quindi non può trasmettere malattie. Inoltre, da un punto di vista nutrizionale le sue larve sono composte chimicamente da proteine a catena corta altamente digeribili e da una parte grassa contenente acido laurico che ha proprietà antimicrobiche”.
Realizzare sul territorio Bugsfarm organizzate in un rete locale
Questi allevamenti finalizzati all’accoppiamento e alla riproduzione di mosche soldato sono gli elementi funzionali alla creazione di filiere agroindustriali sostenibili e partecipate. Le uova deposte delle mosche, non appena diventate larve, vengono infatti immesse nel pastone vegetale ottenuto dagli scarti, che per i successivi 14 giorni fornirà loro nutrimento facendo aumentare in questo breve arco di tempo di ben trenta volte il loro volume. Al termine di questo processo di bioconversione le larve diventano a tutti gli effetti, anche per la legislazione europea, una materia prima e possono quindi essere vendute vive oppure a loro volta trasformate.
Con una disposizione del Ministero della Sanità, da settembre 2023 l’Italia è infatti stata la prima nazione in Europa a consentire la vendita della larva viva per essere utilizzata nell’alimentazione di animali da allevamento come ad esempio pesci, pollame o suini. In alternativa, le larve possono essere trasformate e trattate come se fossero dei semi per ottenere da una parte una farina proteica destinata anch’essa all’alimentazione animale e dall’altra una parte grassa utilizzata nel campo della cosmesi.
Galline più in salute e produttive con l’uovo circolare. E dalla parte grassa il benessere della pelle
Per BEF Biosystems, mettere al centro della nuova filiera di allevamento di insetti il territorio significa ridurre lo spreco alimentare, la produzione di rifiuti e l’utilizzo di risorse per gli spostamenti degli scarti, con un impatto sensibile sulla produzione di CO2. Oltre che per rendere allo stesso tempo più sostenibile l’alimentazione animale e nutrire il mondo di domani. Spiega ancora Marco Meneguz: “Stiamo lavorando a un progetto denominato Uovo circolare che si propone di alimentare galline ovaiole con le larve vive di mosca soldato provenienti dai nostri allevamenti. Studi scientifici hanno evidenziato che in questo modo si ha una migliore qualità della salute della gallina: migliorandone la microflora intestinale viene incrementata la produttività soprattutto in quelle più anziane. Inoltre le uova assumono da un punto di vista organolettico un colore rosso più intenso e da un punto di vista nutrizionale si è rilevato un notevole aumento proteico”.
La parte grassa viene destinata principalmente alla cosmesi e viene utilizzata per la creazione di prodotti per il corpo grazie alla presenza di fibroblasti, cellule caratteristiche del tessuto connettivo che favoriscono un effetto rigenerativo della pelle.

Una vocazione circolare, dagli scarti al frass
Con 31 macchine che possono arrivare a processare fino a 1000 tonnellate di scarto in ingresso, BEF Biosystems riesce, dunque, a rimettere nel circuito produttivo una grande quantità di rifiuti che altrimenti andrebbero sprecati.
“Il nostro è un allevamento a tutti gli effetti a ciclo completo e questo vuol dire che all’interno della stessa azienda agricola, ne troviamo tutte le fasi. Il nostro è anche un sistema produttivo ad alta e continua evoluzione tecnologica. Abbiamo realizzato un sistema modulare che permette all’operatore di non entrare mai in contatto con le mosche in maniera diretta, attraverso l’utilizzo di tutta una serie di macchinari brevettati ad alto contenuto di innovazione con tecnologia 4.0, pensati anche per ridurre al minimo i consumi energetici e garantire le migliori condizioni ambientali per questa specie di mosca”.
Ma la vocazione circolare e sostenibile dell’azienda si estende al cosiddetto frass, cioè al residuo derivato dal processo di bioconversione delle larve, composto dal cibo non digerito, dalle deiezioni e dai residui degli esoscheletri. Anche in questo caso, il residuo non viene sprecato ma venduto e riutilizzato come concime.





